WORLDROYAL SUPERYACHT: CUI PRODEST?
Qualche numero addietro a proposito dei saloni nautici abbiamo scritto che per lo yachting d’elite, piuttosto che presenziare a rassegne generaliste, servirebbero dei momenti espositivi assolutamente specializzati, dedicati e possibilmente a inviti, come si usa per le sfilate di alta moda. Il recente “WorldRoyal Superyacht” di Tarragona, in Spagna, così come ci era stato presentato, rispondeva perfettamente a ciò che avevamo idealizzato e scritto, almeno a parole. Un salone esclusivo per superyacht dove sarebbero intervenuti, con le loro barche, gran parte dei grandi cantieri olandesi, una buona rappresentanza di quelli italiani, tedeschi, francesi ecc., Migliaia e migliaia, ci avevano detto, sarebbero stati gli inviti spediti a una rarefatta mailing di armatori, comandanti ecc., i quali, visto lo spessore del salone e la qualificatissima offerta, sarebbero senz’altro arrivati numerosi. In buona fede abbiamo creduto alle parole e siamo andati, dando quindi fiducia a chi la pensava come noi, sempre a parole. Già, perché fra il dire e il fare, come al solito, ci passa in mezzo un sacco d’acqua. Una volta lì ci siamo resi conto che del millantato fior fiore della produzione europea di superyacht altro non erano che 23 barche contate, delle quali una buona parte stanziali, che ormeggiano a Puerto Tarraco tutto l’anno, e lasciate all’interno del salone per far numero. Dei grandi cantieri olandesi, presente ce n’era uno di numero, ma senza barche. Per il resto il nulla o quasi, a esser buoni una decina di brand all’altezza fra accessoristi, broker, fornitori di servizi, progettisti ecc. E il grande pubblico promesso, la “numerosa elite”? Per fortuna loro non hanno accolto l’invito, sempre che questo sia effettivamente partito, per cui in pratica nessuno è venuto al “boat show”, se non uno sparuto numero di addetti ai lavori, curiosi e come noi a dir poco perplessi per quanto visto o meglio non visto. Mettere in scena un evento costruito sul nulla non giova proprio a nessuno, in primis a chi ne è il regista. Bisognava almeno preparare quel manipolo di espositori intervenuti a una rassegna in tono decisamente minore, anziché, ancora a poche ore dall’inaugurazione, strombazzare la presenza di 60, poi di 50 barche però tutte grandi, da 50 metri in su. Cui prodest? Non certo alla precaria credibilità di questo salone, la cui gestazione, durata già tre anni, poteva tranquillamente prolungarsi o, meglio, essere evitata.
Fabio Petrone
LE BARCHE
- CRN 43 Emerald Star
- Sunseeker 34 M
- Sanlorenzo 40 Alloy
- Ocea Commuter 108
- Eurocraft 37 Metri
- Lazzara 116
- Custom Line 112′ Next
- Amer 92
IL MERCATO
Riva 92′ Duchessa
![]()
Yapluka 85′ D.D
![]()
Southern Wind SW 100 RS
![]()
Barracuda 85′ Classic M/Y
![]()
Sabdes 50
![]()
Van Dam Nordia 120′
![]()
Aprea Maestro 80
![]()
Vulkan Shipyard VK 1
![]()
Vitters SY Nirvana
![]()
Kingship 110′ M/Y
![]()
Heesen Yachts Mon Plaisir
![]()
Oceandro 190
![]()
Abacus 86
![]()
Dominator 92
![]()
Industry Report
![]()
News
GLI ARTICOLI
Editoriale
![]()
Sommario
![]()
Design
![]()
Interiors
![]()
Tecnica
![]()
Designer
![]()
Cantieri
![]()
Charter
![]()
Capitani
![]()
Tender & Toys
![]()
Marina
![]()
Services
![]()
Accessori
![]()
L’opinione