QUELLO CHE C’È SOTTO
Quante sfumature può avere il termine esclusivo? Parecchie, benché l’etimologia stessa della parola sembrerebbe lasciare poco spazio a interpretazioni. Più l’oggetto è lussuoso e costoso, destinato quindi a pochi, pochissimi, più è esclusivo e più cresce l’aspettativa di qualità che si pretende da esso. Anche se parliamo di qualità, dunque, è difficile applicare un valore ben definito o assoluto alla parola, perché caratteristiche e proprietà attraverso le quali si esprime, oltre a poter essere valutate dall’uso che si fa dell’oggetto stesso, dall’impiego per il quale è stato realizzato, restano poi subordinate alla percezione del singolo, all’aspettativa che ciascuno di noi ha relativamente a esso. Anche in ambito superyacht far percepire la qualità delle proprie barche è uno degli obiettivi più importanti per i costruttori, uno dei fattori fondamentali che fa la differenza fra una barca e l’altra, fra un brand e i suoi concorrenti, ma anche fra le produzioni del made in Italy e del made in Germany o del made in China. Molto spesso la differenza di qualità fra uno scafo e l’altro non è nella sostanza dei materiali utilizzati o degli accessori installati, perché anche cantieri e cantieristiche con meno tradizione offrono in questo senso le stesse opzioni dei top brand. Talvolta nemmeno nella costruzione stessa della nave, perché la diffusione del know how sta diventando ormai virale e globalizzata. Ciò è favorito dalla diffusione della tecnologia portata dai tanti bravi tecnici, il più delle volte provenienti dal Vecchio Continente, ingaggiati laddove la cultura costruttiva di uno yacht non c’era mai stata. Nella valutazione e nella scelta di una barca, oltre al prezzo, che di questi tempi resta ancor più un fattore d’importante discriminazione, la percezione della qualità data dal dettaglio, dalla cura con la quale viene presentato all’armatore, diviene fondamentale. C’è solo il rischio che il cliente si soffermi troppo nell’analisi di ciò che vede a colpo d’occhio, dimenticando di valutare ciò che c’è dietro anzi, quello che c’è sotto, la carena, ma che resta fondamentale nel rapporto con l’elemento mare della nave che si va a scegliere.
Fabio Petrone
LE BARCHE
Codecasa – Family Day
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Heesen Yachts – Perle Noire
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CRN – Azteca
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Baltic Yachts – 112 Nilaya
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Filippetti Yacht – Navetta 26
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Oyster Marine – Oyster 82
Oyster Marine – Oyster 82
IL MERCATO
Baia – Sevolution 24.5
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Custom Line – Navetta 33 Crescendo
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Mulder – 92 Fly Mimi
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Royal Huisman – Bugamena
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C.Boat – 27-82 Cabin
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Amels – 177
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Kaiserwwerft – Kaiserwwerft 75
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Navytalia Star – Navetta 105 Semiwidebody
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Cantiere delle Marche – Darwin Class
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T4 – Explorer 43 M
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Protexan – Turquoise 74 M
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Archipelago – Yachts ZanZiba
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